giovedì 21 dicembre 2006

Poesia per Laura...


T amo

T'amo
come il sole ama la notte
manto sulle spalle degli amanti
che soave veglia sul sonno
di Apollo e del suo fardello.

T'amo
come il melo ama l'autunno
leggiadra tempesta d'alabastro cosparsa
che spoglia i rami dal peso della foglia
e ne svela dell'anima la nuda sostanza.

T'amo
come l'olio ama la fiamma
danza di seta velata d'organza
a lei si concede per lei si consuma
spandendo fragranze d'incenso e di mandorla.

Sei nuvola
colma di pioggia
che goccia a goccia
veleggia
sopra l'arida terra
rendendola florida
ricca di colori e di profumi.

Sei seno
spillante latte di vita
fatata fonte d'incantato
nettare
inebriante ambrosia sulle labbra
del bimbo che fui, che sono
beatamente abbandonato al tuo abbraccio.

Sei morbidi fianchi di violoncello
l'intima armonia del cui canto
cangiante di melodiche cristalline
riecheggia
nell'estasi sospesa dei sensi
e scorta suadente i miei passi
smarrito nel sogno di averti.

Per ciò che teneramente sei
per il tuo delicato splendore
per l'aurea vita
che in te e tramite te
posa il suo carezzevole sguardo
nei miei occhi.

Per questo
e per molto altro
semplicemente io

T amo

mercoledì 6 dicembre 2006

La finestra sul mondo...


Questa mattina mi è arrivato un racconto via mail... le solite mail da rispedire per avere fortuna, per far sapere a qualcuno che gli vuoi bene, etc... etc...

Ma la storia che conteneva era particolarmente interessante...

Ve la riporto così com'è...


Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d'ospedale.
A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un'ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo.

Il suo letto era vicino all'unica finestra della stanza.
L'altro uomo doveva restare sempre sdraiato.
Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore.

Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto.

Ogni pomeriggio l'uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra.
L'uomo nell'altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno.

La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto.
Le anatre e i cigni giocavano nell'acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo.
Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c'era una bella vista della città in lontananza.

Mentre l'uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l'uomo dall'altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena.
In un caldo pomeriggio l'uomo della finestra descrisse una parata che stava passando.
Sebbene l'altro uomo non potesse vedere la banda, poteva vederla con gli occhi della sua mente così come l'uomo dalla finestra gliela descriveva.

Passarono i giorni e le settimane.

Un mattino l'infermiera del turno di giorno portò loro l'acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell'uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno.
L'infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo.

Non appena gli sembrò appropriato, l'altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra.
L'infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo.
Lentamente, dolorosamente, l'uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno.
Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto.

Essa si affacciava su un muro bianco.

L'uomo chiese all'infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori di quella finestra.
L'infermiera rispose che l'uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro.

"Forse, voleva farle coraggio" disse.

Ciascuno di noi ha una "finestra sul mondo"... qualcuno o qualcosa che porta suoni, immagini e sensazioni "da fuori a dentro" la nostra testa.
Ciò che noi non possiamo assaporare... non abbiamo la voglia o la forza di farlo... ci viene trasmesso da questa nostra "interfaccia"... tradotto, masticato e versato direttamente dietro i nostri occhi e nella nostra anima.

Qual'è la vostra finestra sul mondo?

Un parente che abita in un mondo lontano...
Un amico che vive la vita che tu vorresti ma non puoi... oppure temi e rifuggi...
Il surrogato multivitaminico proposto dalla televisione... radio... cinema... libri... rapido ed efficace, ma sempre un po' "insipido"...

Mio fratello vive da un po' a Santo Domingo e quando lo sento... quando lo immagino... è come se un litro di quell'aria mi venisse offerta da respirare, con i suoi sapori e i suoi colori danzanti tutt'intorno...

Forse non abbiamo il tempo o la voglia di tuffarci in ogni rigagnolo di vita... ma quando sentiamo di qualcuno che l'ha fatto proviamo un brivido rinfrescante anche noi... noi che alla fine del racconto ci ritroviamo con i piedi ancora all'asciutto... ma i capelli bagnati...

... e ci chiediamo perché... ... ...

venerdì 1 dicembre 2006

Tempo al tempo...


Oggi ho visto un orologio...

Però... che vita interessante hai...

Sono temporaneamente tornato a stare a casa dei miei... per adesso non vi sto a spiegare "perché" e "percome"... fatto sta che tra le cose che ho riportato a casa c'è anche un orologio da parete... nulla di eccezionale: rotondo, plastica verde trasparente...

L'avevo lasciato nello scatolone... con la pila un po' scarica... ma funzionante...

Questa mattina era appoggiato sulle scale che portano in soffitta... ancora funzionante... ancora con la pila un po' scarica...

(non ci passiamo mai di lì, quindi le scale sono diventate una specie di ripiano temporaneo)

La mia mente malata... come una pellicola tarata male... che rimane facilmente impressionata... ha cominciato a rimuginare...

A cosa serve un orologio se nessuno lo guarda?

Ma, a pensarci bene, noi tutti siamo pieni di orologi che non guardiamo praticamente mai... segnano un tempo al quale ci interessiamo solo per alcune manciate di secondi (se va bene)...

Pensate a quanti orologi avete intorno in una giornata... a casa... al lavoro... in macchina... al polso... sul cellulare... sul computer (anche quando è spento "segue" il tempo con costanza e senso del dovere)... persino la radio trasmette il segnale orario...

... e quante volte li guardate in una giornata?

Forse quello che ho adesso sulle scale è veramente libero di segnare il tempo che vuole (o che decide la sua pila ormai agli sgoccioli)... tanto...

... a chi importa? ...

Tu hai dei problemi... oppure tanto tempo da perdere.

Forse hai ragione... ... ...